Guadagno netto orario reale nella consegna pacchi con auto propria: la simulazione coi costi operativi
Ho fatto la prova sul campo, non sulla brochure. Tre settimane di turni diurni 9-16, auto di proprietà, foglio di calcolo aperto ogni sera. Il lordo a pacco sembrava decente. Il guadagno netto dopo i costi operativi era un'altra storia. Qui non trovi promesse da annuncio: trovi un protocollo con dose, durata, soglie e i punti in cui il conto non torna. Se cerchi lavoro di consegna pacchi in fascia diurna, questa è la mappa che avrei voluto il giorno zero.
Simulazione del guadagno orario netto reale con auto propria
Il focus non è «quanto paga un corriere in teoria». È: quanto resta in tasca dopo chilometri, benzina, usura e le piccole perdite che nessuno mette in candidatura. Il protocollo che ho usato è ripetibile. Non è legge universale: è un test da rifare sulla tua tratta, sul tuo consumo e sul volume reale di pacchi del tuo hub.
Il protocollo di tre settimane (turno 9-16)
Regole fisse del test (sennò i numeri mentono):
Turno diurno continuo tra le 9 e le 16, senza straordinari notturni e senza festivi obbligatori nel campione.
Registrazione di ogni chilometro percorso (casa-hub + giro + rientro), non solo i km «di consegna».
Compenso lordo per pacco annotato giorno per giorno, perché la media settimanale nasconde i giorni morti.
Carburante e manutenzione stimati a km, non «a sensazione».
Pausa pranzo e tempi morti in hub inclusi nel tempo orario: se li togli, il guadagno netto orario si gonfia da solo.
Risultato grezzo del mio campione (e allineato alle fasce che circolano tra chi fa last-mile): compenso medio lordo tra 0,80 e 1,50 euro a pacco a seconda di corriere e zona; carburante circa 0,15-0,25 euro/km su benzina o diesel; usura e manutenzione ordinaria circa 0,10-0,18 euro/km; guadagno netto orario reale spesso tra 6 e 10 euro dopo costi fissi e variabili sul turno 9-16. Se i tuoi numeri escono fuori da questa forchetta, non «hai sbagliato vita»: stai misurando densità di consegne, traffico e tipologia di pacchi diversi.
I quattro numeri che decidono tutto
Ho ridotto la simulazione a quattro leve. Se ne controlli solo due, il foglio di calcolo ti prende in giro.
Euro per pacco lordo: 0,80-1,50 €. Sotto 0,90 €, serve altissima densità di stop per non finire sotto i 6 €/ora netti.
Pacchi all'ora effettiva: non i pacchi «assegnati», quelli consegnati e chiusi con prova di consegna.
Km totali del turno: hub lontano + zone sparse = i costi operativi mangiano il lordo.
Costo pieno per km: carburante 0,15-0,25 € + usura 0,10-0,18 € ≈ 0,25-0,43 €/km prima ancora di assicurazione e ammortamento.
Esempio da laboratorio (numeri arrotondati, non un contratto): 90 pacchi in 7 ore di presenza, media 1,10 €/pacco → 99 € lordi. 120 km nel giorno a 0,35 €/km di costo pieno → 42 € di costi variabili. Restano 57 €. Diviso 7 ore = circa 8,1 €/ora. Non è «povero» né «ricco»: è il range reale. Se l'hub ti scarica 55 pacchi e 160 km, scendi verso i 6 € netti o sotto. Se ti tocca un quartiere denso a piedi corti, sali verso i 9-10 €. Il titolo del lavoro resta consegna pacchi; il risultato economico no.
Dove spariscono i soldi: mappa dei costi operativi
La parte noiosa è quella che salva il conto corrente. I costi operativi non sono un'unica voce: sono uno stack. Se li tratti come «benzina e basta», il guadagno netto che racconti agli amici è una finzione elegante.
Carburante al chilometro
Su auto benzina o diesel di proprietà, l'incidenza tipica che ho usato nel foglio è 0,15-0,25 euro per km percorso. Non è un prezzo al litro: è costo per km, perché il consumo reale in città (seminari, salite, aria condizionata, carico in bagagliaio) non è quello da scheda tecnica. Protocollo minimo:
Riempi il serbatoio a inizio settimana e azzera il contachilometri di prova (o annota km e litri).
Dopo 300-400 km urbani di consegna pacchi, ricalcola euro/km reali.
Se stai sopra 0,25 €/km, o consumi troppo o fai troppi km a vuoto: entrambe le cose uccidono il netto.
Chi lavora su piattaforme di spedizione pacchi online o su hub misti (B2C + ritiri) spesso sottostima i km di «andata e ritorno a vuoto». Quei km non consegnano pacchi, ma pagano lo stesso il serbatoio.
